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 DF0272
   
       Liquefazione dei terreni e fenomeni associati
Alberto Bruschi 

Anno: 2014
Pagine: 280
ISBN 9788857902722

Indice e abstract

 
Euro 48,00
 
- 15%
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Disponibilità: Sconto 15% + spese gratis
 

Liquefazione dei terreni e fenomeni associati

Verifica, calcolo e prevenzione

Uno dei fenomeni più noti sia alla comunità scientifica che al semplice cittadino è il verificarsi, a seguito di un terremoto, della liquefazione del terreno, termine che comprende una serie di fenomeni, da quelli più lievi a quelli più catastrofici (perdita completa di capacità portante del terreno con conseguente crollo degli edifici soprastanti).

Il presente testo ha lo scopo di illustrare lo stato dell’arte sulle conoscenze relative allo sviluppo e alla previsione delle principali manifestazioni del fenomeno “liquefazione”.

Vengono presi in rassegna i metodi per la valutazione della liquefacibilità, dai cosiddetti metodi semplificati basati sulle prove in situ all’approccio fondato sulla deformazione ciclica indotta dal terremoto, ai meno noti metodi basati sullo studio dell’energia sviluppata da un sisma.

I metodi semplificati vengono trattati sia su base deterministica che su base probabilistica, analizzando i procedimenti della scuola occidentale e di quella orientale e con contributi originali relativi alle cosiddette curve di separazione tra terreni liquefatti e terreni non liquefatti.

Ampiamente trattate sono le manifestazioni associate alla liquefazione: il cedimento per addensamento del terreno, il cedimento nel caso di terreni compattati, la deformazione laterale e la resistenza al taglio residua nei terreni a seguito della fluidificazione, da considerarsi la più pericolosa forma di instabilità dovuta alla liquefacibilità.

Indice

Premessa

Lista dei principali simboli utilizzati

  1. Il fenomeno della liquefazione

    1.1. Definizione 

    1.2. Le condizioni di liquefazione e le evidenze di laboratorio

    1.3. Un riepilogo del comportamento di una sabbia satura in condizioni non drenate

    1.4. La relazione tra la mobilità ciclica (o liquefazione), e resistenza alla penetrazione incontrata nelle prove in situ

    1.5. Il fenomeno della liquefazione in Italia

  2. Suscettibilità alla liquefazione: una valutazione oggettiva

    2.1. Introduzione

    2.2. Suscettibilità a livello di deposito

    2.2.1. Fst (fattore storico)

    2.2.2. Fgeo (fattore geologico)

    2.2.3. Fattore di composizione (Fcomp)

    2.2.4. Fattore idrologico (Ff)

    2.3. Suscettibilità a livello di strato

    2.3.1. I criteri seguiti fino al 2000

    2.3.2. Gli studi di Boulanger e Idriss (2005)

    2.3.3. Gli studi di Bray e Sancio (2006)

    2.3.4. La scuola dell’Università di Ankara (Turchia, 2005-2010): gli studi probabilistici

    2.4. Applicazione della prova CPTU alla valutazione della suscettibilità

  3. La valutazione della liquefacibilità – I metodi basati sullo stato tensionale dalle prove in sito (o metodi semplificati)

    3.1. La determinazione di CSR

    3.2. I metodi basati sulla prova SPT

    3.5.5.3. I metodi probabilistici sviluppati dalla scuola orientale – scuola di Taiwan

    3.5.5.4. I metodi probabilistici sviluppati dalla scuola orientale – la scuola iraniana

    3.5.5.5. Osservazioni

    3.5.5.6. Una metodologia per il calcolo della probabilità di liquefazione

    3.6. I metodi basati sulla prova DMT

    3.7. La valutazione della liquefacibilità dalla misurazione delle onde di taglio Vs

    3.7.1. L’utilizzo della velocità delle onde sismiche di taglio Vs.

    3.7.2. Valutazione della liquefacibilità dalle prove geofisiche

    3.7.2.1. Probabilità di liquefazione

    3.7.2.2. Il coefficiente Kt

    3.7.3. Valutazione della liquefacibilità da prove di laboratorio

    3.7.3.1. Conversione di CRR ottenuto da prove triassiali al valore di CRR in sito

    3.7.3.2. La soluzione per sabbie quarzose

    3.7.4. Un metodo semplificato di valutazione della liquefacibilità

    3.7.4.1. Esempio di applicazione

    3.7.4.2. Osservazioni

    3.8. Indice del potenziale di liquefazione

    3.8.1. La probabilità di danno da LPI su base probabilistica

  4. La valutazione della liquefacibilità – L’approccio basato sulla deformazione ciclica

    4.1. L’approccio della deformazione ciclica

    4.2. Il livello di deformazione nel terreno

    4.3. Le soglie di deformazione

    4.4. Lo sviluppo delle pressione interstiziale

    4.4.1. La soluzione di Seed e Booker

  5. La valutazione della liquefacibilità – I metodi basati sull’energia sviluppata dal sisma

    5.1. Metodi basati su serie storiche

    5.2. Metodi basati sull’energia

    5.2.1. Metodo di Davis e Berrill (1982)

    5.2.2. Metodo di Berrill e Davis (1985)

    5.2.3. Metodo di Law, Cao e He (1990)

    5.2.4. Metodo di Trifunac (1995)

    5.2.5. L’intensità Arias – metodo di Kayen e Mitchell (1997)

    5.2.5.1. L’intensità Arias dalla formulazione di Travasarou et al. (2002)

    5.2.5.2. L’intensità Arias dalla formulazione di Lee et al. (2012)

  6. Cedimenti dovuti al sisma

    6.1. Deformazioni dovute alla liquefazione ciclica

    6.2. Cedimenti dovuti alla mobilità ciclica

    6.2.1. Metodo di Tokimatsu e Seed (1987)

    6.2.2. Metodo di Ishihara e Yoshimine (1992)

    6.2.3. Metodo di Shamoto et al. (1988)

    6.2.4. Metodo di Wu e Seed (2004)

    6.2.5. La deformazione volumetrica limite

    6.2.5.1. Per la relazione di Tokimatsu e Seed

    6.2.5.2. Per la relazione di Ishihara e Yoshmine

    6.2.5.3. Per la relazione di Shamoto et al.

    6.2.5.4. Per la relazione di Wu e Seed

    6.2.6. Raffronto tra i cedimenti calcolati

    6.2.7. Il metodo probabilistico di Cetin et al. (2009)

    6.2.7.1. Raffronti fra cedimenti misurati con i metodi deterministici e il cedimento probabilistico di Cetin

    6.2.8. Procedure di calcolo della deformazione volumetrica da prove CPT e dalla velocità delle onde sismiche di taglio Vs

    6.2.8.1. Dalla prova CPT (Zhang et al., 2002)

    6.2.8.2. Dalla determinazione di Vs (Yi, 2010).

    6.3. Cedimento del terreno non saturo (compressione volumetrica)

    6.3.1. La soluzione di Tokimatsu e Seed (1987)

    6.3.2. La soluzione di Pradel

    6.3.3. Procedure basate sulla prova CPT

    6.3.4. Una procedura basata sulla velocità delle onde sismiche di taglio Vs

    6.4. Cedimenti di rilevati in sisma

    6.5. Normativa

  7. Deformazioni laterali (Lateral spreading)

    7.1. Introduzione

    7.2. Previsione dell’entità dello spostamento orizzontale

    7.2.1. Il modello di Hamada et al. (1986)

    7.2.2. Il modello di Youd et al. (2002)

    7.2.3. Il modello di Kanibir (2003)

    7.2.4. Il modello di Zhang et al. (2004)

    7.2.5. Il modello di Kramer e Baska (2006)

    7.2.6. Il modello di Idriss e Boulanger (2008)

    7.2.7. Il modello basato sul principio dell’energia potenziale minima

    7.2.8. Il modello probabilistico di Al Bawwab (2005)

  8. Resistenza residua nei terreni liquefatti

    8.1. Sviluppo della valutazione della resistenza residua

    8.2. Cenni sui metodi di verifica in back analysis

    8.3. La resistenza post-liquefazione: i modelli classici

    8.3.1. Il modello di Seed (1987)

    8.3.2. Il metodo di Idriss (1998)

    8.4. I modelli basati sulla resistenza al taglio residua normalizzata

    8.4.1. Il modello di Stark e Mesri (1987)

    8.4.2. Il metodo di Olson e Stark (2002)

    8.4.3. Il modello di Idriss e Boulanger (2007)

    8.4.4. Il modello ibrido di Kramer e Wang (2009)

    8.4.5. Il modello di Robertson (2010)

    8.5. I metodi probabilistici

    8.5.1. Lo studio di Lumbantoruan (2005)

    8.5.2. I modelli di Gutierrez et al. (2007)

    8.5.2.1. Osservazioni al metodo di Gutierrez et al.

  9. Liquefazione e normativa italiana a cura del dott. geol. Antonio Giulio Cosentino che si ringrazia per la preziosa collaborazione a cura del dott. G.A. Cosentino

    9.1. Riferimenti normativi

    9.2. Magnitudo

    9.3. Scale di magnitudo

    9.4. Magnitudo locale

    9.5. Magnitudo per le onde di superficie

    9.6. Magnitudo per le onde di volume

    9.7. Magnitudo momento

    9.8. Magnitudo durata

    9.9. Relazioni tra i diversi tipi di magnitudo

    9.10. Energia e magnitudo

    9.11. Scelta della magnitudo da utilizzare nelle verifiche a liquefazione

    9.11.1. Esempio 1

    9.11.2. Esempio 2

    9.12. Bibliografia

Bibliografia

 
Indice e Abstract

 
 
 
 
 
 

 
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 DF0221
   
       Proteggersi dai terremoti
Michele Vinci 

Anno: 2013
Pagine: 224
Formato 17x24
ISBN 9788857902210

Indice e abstract

 
Euro 18,00
 
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Euro 15,30
 

 
 
Disponibilità: Sconto 15% + spese gratis
 

Proteggersi dai terremoti
Prima, durante e dopo l’evento

I numerosi eventi sismici che si sono verificati sul nostro territorio (soprattutto i più recenti) hanno messo in evidenza che la nazione è ad altissimo rischio sismico. Nonostante ciò, la popolazione ha livelli di informazione estremamente bassi, non sa come comportarsi in occasione del verificarsi degli eventi, né prima né durante né dopo.

In Italia la sopravvivenza ai terremoti è spesso una questione legata al caso: chi si trova in circostanze fortunate riesce a mettersi in salvo. Sostanzialmente, l’obbiettivo del testo è quello di informare su come proteggersi dai terremoti attraverso la prevenzione, e sui comportamenti da assumere durante l’evento e lo stato di emergenza.

Ci si augura che una maggiore informazione possa, con il passare degli anni, aiutare a rendere i terremoti sempre meno distruttivi fino a diventare – ove possibile – innocui, come succede in molti altri Stati ugualmente sismici, come Stati Uniti, Giappone, Canada, ecc., dove si è capito che si deve imparare a convivere con i terremoti se vogliamo difenderci. La non informazione non fa altro che alimentarne la potenza distruttrice.

Proteggersi dai terremoti è un opera voluta e creata dal team della STACEC, una delle più importanti software house di calcolo strutturale italiane, scritta da professionisti che ogni giorno aiutano migliaia di professionisti dell'edilizia.

Indice

Premessa

  1. Cos’è un terremoto

    1.1. La tettonica delle placche e i terremoti

    1.2. Le onde sismiche

    1.2.1. Le onde profonde

    1.2.2. Le onde superficiali

    1.3. Propagazione delle onde ed effetti sugli edifici

    1.4. Come si misurano i terremoti

    1.5. Le placche tettoniche in Italia

    1.6. Liquefazione del suolo

    1.7. Gli tsunami

    1.8. Le sequenze sismiche

    1.9. Come si manifesta un terremoto

    1.10. I terremoti più distruttivi in Italia

    1.11. I terremoti attesi in Italia

  2. La previsione dei terremoti

    2.1. Le zone a rischio sismico

    2.2. Lo sciame sismico

    2.3. Previsione attraverso il comportamento anomalo di animali

    2.4. Previsione attraverso i gas radon

    2.5. Previsioni attraverso la luminosità dell’atmosfera

    2.6. Previsioni attraverso falde acquifere

    2.7. Previsioni attraverso variazioni magnetiche

    2.8. Previsioni attraverso nubi sismiche (Earthquake Clouds)

    2.9. Previsioni attraverso le fasce di Van Allen

    2.10. Previsioni attraverso la misurazione dello stato di stress delle rocce

    2.11. Previsioni attraverso il pianto delle rocce

    2.12. Early warning seismic (allerta sismica immediata)

    2.13. Lacune sismiche

    2.14. Conclusioni

  3. La prevenzione contro i terremoti

    3.1. Edifici con struttura portante in cemento armato

    3.1.1. Errori di progettazione

    3.1.2. Errato impiego dei materiali

    3.1.3. Particolari costruttivi

    3.1.4. Invecchiamento della struttura

    3.1.5. Tamponamenti e tramezzature

    3.1.6. Pericoli proveniente dagli impianti

    3.1.7. Esempio pratico di edificio in cemento armato realizzato con molti difetti

    3.2. Edifici con struttura portante in muratura

    3.3. La prevenzione contro i terremoti

    3.3.1. Realizzazione di edifici di nuova costruzione sicuri

    3.3.2. Messa in sicurezza degli edifici esistenti in cemento armato

    3.3.3. Messa in sicurezza degli edifici esistenti con struttura portante in muratura

    3.3.4. Messa in sicurezza delle strutture secondarie

    3.3.5. Arredamento delle abitazioni

    3.3.5.1. In cucina

    3.3.5.2. In camera di soggiorno

    3.3.5.3. In camera da letto

    3.3.5.4. In bagno

    3.3.5.5. In garage

    3.3.6. Impianti elettrici e condotte del gas

    3.3.7. Oggetti utili

    3.3.8. Cellula di sicurezza (safety cell)

    3.3.9. Polizze assicurative

    3.3.10. Alcuni accorgimenti speciali per i bambini

    3.3.11. Esercitazioni di evacuazione

    3.3.12. Prevenzione contro i terremoti in Giappone

  4. Durante una scossa di terremoto (cosa fare, cosa non fare)

    4.1. Stati di panico

    4.2. Comportamento da assumere in edifici con scarsa resistenza all’azione sismica

    4.3. Comportamento da assumere in edifici con buona resistenza all’azione sismica

    4.4. Drop, cover and hold on (abbassati, riparati e reggiti)

    4.5. Il triangolo della vita

    4.6. Se si è muniti di safety cell (cellula di sicurezza)

    4.7. Ripararsi nelle aperture dei muri maestri o nei pressi di elementi portanti

    4.8. Cosa non fare durante un evento sismico se si è all’interno di un edificio

    4.9. Comportamenti da assumere se si è all’aperto

    4.10. Comportamenti da assumere se si è nei pressi di una spiaggia

    4.11. Comportamenti da assumere se si è in automobile

    4.12. Comportamenti da assumere per persone disabili o con difficoltà motorie

  5. Dopo il terremoto

  6. I sette passi per la sicurezza sismica

  7. Piano di emergenza

    7.1. Caratteristiche dell’edificio

    7.2. Punti di raccolta

    7.3. Vie di fuga

    7.4. Risorse del piano di emergenza

    7.5. Segnale di evacuazione e segnale di allarme

    7.6. Addetti all’emergenza

    7.7. Compiti del responsabile

    7.8. Compiti assegnati al nucleo operativo

    7.9. Aprifila e Chiudifila

    7.10. Assistenza alle persone disabili

    7.11. Emergenza a causa di terremoto

    7.12. Piano di emergenza

    7.13. Esercitazioni

  8. Conclusioni

    8.1. Il successo di Stati esteri

    8.2. Il fallimento dell’Italia

    8.2.1. Primo grado di responsabilità (Istituzioni)

    8.2.2. Secondo grado di responsabilità (tecnici e costruttori)

    8.2.3. Terzo grado di responsabilità (popolazione)

    8.3. I vantaggi degli edifici isolati alla base

    8.4. La messa in sicurezza del territorio

Appendice. Sismicità in Italia

Bigliografia

Sitografia

 
Indice e Abstract

 
 
 
 
 
 

 
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Approccio geotecnico sugli effetti della risposta sismica locale

 

Jet Grouting

 

Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

 

CONTROLLI E PROVE SU PALI DI FONDAZIONE

 

Stima dei parametri geotecnici in geofisica applicata

 

Micropali

 

Analisi e verifica dei pendii

 

Tecniche di consolidamento del terreno

 

La relazione geologica e geotecnica

 

Manuale avanzato di meccanica delle terre

 

Liquefazione dei terreni e fenomeni associati

 

Proteggersi dai terremoti

 

Indagini geognostiche in sito

 

PGS Interpretazione di prove geotecniche in situ

 

Perforazioni a scopo geotecnico e tecniche di consolidamento

 

Introduzione al metodo degli elementi finiti

 

Progettazione geotecnica dei rilevati stradali

 

Prove geotecniche di laboratorio

 

Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

 

Fenomeni franosi

 

L'indagine geotecnica

 

Micropali e pali di piccolo diametro

 

Manuale del geotecnico

 

Dinamica dei terreni

 

Prove geotecniche in situ

 

Modellazione geologica e geotecnica

 

Geotecnica

 

Geologia e geotecnica stradale

 

Geologia applicata e ingegneria geotecnica

 

Microzonazione sismica

 

La liquefazione dei terreni

 

Fondazioni

 

Verifica della stabilità dei pendii

 

Sforzo e deformazione

 

Calcolo di paratie

 

Micropali Pali di fondazione Sottopassi e tunnel

 

Le palancole metalliche

 

Meccanica dei terreni

 

Meccanica delle rocce

 

Pali

 

Problemi di geotecnica

 



   



















 

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