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Geotecnica

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 DF0294
   
       La relazione geologica e geotecnica
Maurizio Tanzini 

Anno: 2014
Pagine: 656
Formato 17x24
ISBN 9788857902944
Indice e abstract

 
Euro 68,00
 
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Disponibilità: Sconto 15% + spese gratis
 

La relazione geologica e geotecnica
Caratterizzazione dei terreni e delle rocce per la realizzazione di opere civili e infrastrutture

La relazione geologica e quella geotecnica costituiscono i documenti progettuali fondamentali per quanto concerne l’esposizione sia delle indagini geologiche e geotecniche sia dei risultati degli studi condotti per la progettazione geotecnica di un’opera civile o di una infrastruttura. Il progetto geotecnico rappresenta l’atto di sintesi con il quale il progettista procede alla soluzione di un problema geotecnico.

Nel caso specifico si tratta di individuare soluzioni idonee ad istituire un corretto rapporto di compatibilità tra le opere e il terreno. Ciò comporta la pianificazione e lo svolgimento di indagini in sito e prove in sito e in laboratorio; queste hanno come obbiettivo la definizione del modello geologico (caratterizzazione geologica) e del modello geotecnico (caratterizzazione geotecnica) e, quindi, del cosiddetto modello di calcolo da adottare.

È indispensabile situare il problema in un contesto assai ampio, che pone l’esigenza di un approccio multidisciplinare, per via dei vincoli posti dalle diverse problematiche da affrontare in fase di progetto e di costruzione: funzionali, ambientali, geologiche, idrogeologiche, geotecniche. Proprio allo scopo di evidenziare l’importanza di un approccio di tal tipo il testo analizza sia la relazione geologica, di competenza del geologo, sia la relazione geotecnica, di competenza dell’ingegnere geotecnico.

Indice

Premessa

Parte Prima
Aspetti generali

1. Normativa nazionale ed europea

1.1. Evoluzione della normativa geotecnica 

1.1.1. Le Nuove norme tecniche per le costruzioni (NTC 2008)

1.1.2. Eurocodici – Annessi tecnici nazionali (appendici nazionali)

1.1.3. Standard europei UNI EN ISO per le indagini geotecniche

1.1.4. Normative UNI sull’esecuzione dei lavori geotecnici speciali

1.1.5. La relazione geologica e geotecnica secondo le NTC 2008

1.1.5.1. La relazione geologica 

1.1.5.2. La relazione geotecnica 

1.1.5.3. La relazione geologica e geotecnica nella precedente normativa

1.2. I rapporti geotecnici secondo l’Eurocodice 7

1.2.1. La relazione sulle indagini

1.2.2. La relazione geotecnica di progetto

1.3. L’indagine geotecnica e l’Eurocodice 7

1.4. L’indagine geotecnica e le nuove norme tecniche per le costruzioni (NTC 2008)

1.5. Riferimenti bibliografici

2. Analisi del rischio in geoingegneria

2.1. Considerazioni preliminari

2.2. Descrizione dell’incertezza

2.2.1. Istogrammi e distribuzioni di frequenza

2.2.2. Introduzione alla teoria delle probabilità

2.2.3. Coefficiente di correlazione

2.3. Tecniche di campionamento

2.4. Analisi probabilistiche agli elementi finiti

2.5. Metodo grafico di correlazione

2.6. Riferimenti bibliografici

3. Rischio sismico

3.1. Elementi di sismologia e dati sismici fondamentali

3.1.1. Origine dei terremoti

3.1.2. Tettonica delle placche continentali

3.1.3. Modelli del terremoto 

3.1.4. Meccanismo del terremoto

3.1.5. Rischio sismico

3.1.6. Spettro di risposta

3.2. Analisi della risposta sismica locale

3.2.1. Generalità

3.2.2. Amplificazione locale del moto sismico 

3.2.3. Metodi di analisi monodimensionale 

3.2.4. Metodi di analisi bidimensionale

3.2.5. Soluzioni analitiche approssimate per il calcolo del moto sismico in superficie

3.2.6. Il programma SHAKE ed esempi applicativi 

3.3. Definizione dell’azione sismica

3.3.1. Esempio di valutazione automatica dell’azione sismica di progetto

3.4. Riferimenti bibliografici

4. Proprietà ingegneristiche dei terreni e delle rocce

4.1. Proprietà caratteristiche dei terreni

4.1.1. Principali tipi di terre

4.1.2. Composizione granulometrica

4.1.3. Caratteristiche volumetriche dei terreni

4.1.4. Densità relativa per i terreni a grana grossa

4.1.5. Limiti di consistenza

4.1.6. Sistemi di classificazione

4.1.7. Effetti del contenuto d’acqua sul valore della densità e del peso dell’unità di volume

4.2. Resistenza al taglio e deformabilità dei terreni

4.2.1. Resistenza al taglio dei terreni non coesivi

4.2.2. Resistenza al taglio dei terreni coesivi

4.2.3. Deformabilità 

4.2.4. Condizioni di equilibrio limite

4.3. Parametri geotecnici tipici dei terreni

4.3.1. Peso specifico e densità

4.3.2. Permeabilità

4.3.3. Caratteristiche di resistenza al taglio

4.3.4. Parametri di deformabilità

4.4. Classificazione e descrizione delle rocce

4.5. Resistenza al taglio e deformabilità delle rocce

4.6. Parametri geomeccanici tipici

5. Idrogeologia applicata all’ingegneria

5.1. Inquadramento idrogeologico e geomeccanico

5.1.1. Premessa

5.1.2. Permeabilità dell’ammasso roccioso

5.1.3. Proprietà idrauliche delle fratture

5.1.4. Approccio metodologico all’analisi del flusso idraulico in mezzi rocciosi fratturati 

5.1.5. Caratteristiche di permeabilità degli ammassi rocciosi

5.1.5.1. Prove Lugeon

5.1.5.2. Prove nei piezometri

5.1.5.3. Misure a grande scala

5.1.5.4. Analisi del profilo della falda

5.1.5.5. Metodi indiretti 

5.1.5.6. Classificazione di Ewert

5.1.6. Approccio proposto da Barton

6. Geomorfologia applicata all’ingegneria

6.1. Geomorfologia e ingegneria

6.2. Riferimenti bibliografici

7. Geologia e materiali da costruzione

7.1. Peso specifico reale e apparente

7.2. Porosità, compattezza, imbibizione

7.3. Durezza, perforabilità, logoramento

7.4. Divisibilità, spaccabilità

7.4.1. Spaziatura delle discontinuità

7.5. Resistenza alla compressione, trazione, flessione 

7.6. Colore

7.7. Durevolezza, proprietà termiche

7.8. Riferimenti bibliografici

8. Il metodo osservazionale alla luce dell’EC7 e delle NTC

8.1. Il ruolo del monitoraggio nelle opere geotecniche

8.2. Il metodo osservazionale secondo Peck e l’Eurocodice 7

8.3. Il metodo osservazionale secondo le norme tecniche per le costruzioni

8.4. Esempio di applicazione del metodo osservazionale

8.5. Riferimenti bibliografici

9. Caratterizzazione ed interpretazione idrogeochimica delle acque

9.1. Generalità

9.2. Campionamento delle acque

9.3. Caratterizzazione ed interpretazione idrogeochimica

9.4. Degrado del calcestruzzo in presenza di acque circolanti 

9.5. Riferimenti bibliografici

10. Terre e rocce da scavo

10.1. Introduzione

10.2. Quadro di riferimento normativo

10.2.1. Articoli 183 e 183-bis del Decreto Legislativo n. 152/2006 e s.m.i

10.2.2. Articolo 49 del Decreto Legge n. 1 del 24 gennaio 2012

10.2.3. Decreto Ministeriale n. 161 del 10 agosto 2012

10.2.4. Modifiche nel D.L. Fare in vigore dal 21 agosto 2013 

10.3. Caratterizzazione ambientale dei materiali di scavo secondo il D.M. n. 161 

10.4. Procedure di campionamento in fase di progettazione secondo il D.M. n. 161 

10.5. Normale pratica industriale secondo il D.M. n. 161

10.6. Procedure di caratterizzazione chimico-fisiche e accertamento delle qualità ambientali secondo il D.M. n. 161

10.7. Il Piano di utilizzo secondo il D.M. n. 161

10.8. Utilizzo dei materiali di scavo per scopi produttivi

10.9. Riferimenti bibliografici

Parte Seconda
La relazione geologica

11. Principi fondamentali della geologia applicata all’ingegneria

11.1. Generalità

11.2. L’impiego delle checklist

11.2.1. Considerazioni ingegneristiche 

11.2.1.1. Geomeccanica

11.2.1.2. Elementi idrogeologici

11.2.1.3. Geochimica e geotermica

11.2.2. Considerazioni sul rischio geologico

11.2.3. Considerazioni ambientali

12. La geologia nel processo progettuale

12.1. Considerazioni geologiche e geotecniche generali

12.2. Importanza della stretta collaborazione fra geologo e ingegnere

12.3. L’indagine geologica a grande scala

12.4. Importanza di un approccio interdisciplinare condotto da un affiatato gruppo di specialisti

12.5. Esempio di processo progettuale geologico-geotecnico con riferimento all’interazione tra galleria o opera in sotterraneo e i versanti

12.5.1. Caratterizzazione geotecnica

12.5.2. Esempio di progettazione di una galleria situata all’interno di un versante

12.5.2.1. Condizioni geotecniche e valutazione del grado di stabilità dei versanti in assenza della galleria

12.5.2.2. Stato tensio-deformativo indotto dallo scavo della galleria nei versanti

12.5.2.3. Definizione delle modalità di scavo e dei rivestimenti di prima fase e definitivi 

12.5.2.4. Monitoraggio e fase costruttiva

12.5.2.5. Conclusioni

12.6. Riferimenti bibliografici

13. Raccolta e interpretazione dei dati geologici

13.1. Premessa

13.2. Orientazione

13.3. Spaziatura

13.4. Persistenza e descrizione degli estremi d’ogni frattura

13.5. Scabrezza del giunto

13.6. Resistenza della parete del giunto

13.7. Apertura del giunto e materiale di riempimento 

13.8. Volume roccioso unitario 

13.9. Esempio di specifica tecnica per l’esecuzione di un rilievo geostrutturale

13.10. Esempio di specifica tecnica per un rilievo geostrutturale con sonda televisiva

13.11. Sistemi di classificazione

13.11.1. Classificazione di Terzaghi

13.11.2. Classificazione secondo l’indice RQD 

13.11.3. Classificazione di Rabcewicz

13.11.4. Sistema di classificazione RSR 

13.11.5. Sistema di classificazione RMR

13.11.6. Sistema di classificazione Q

13.11.7. Sistema di classificazione mediante GSI

13.11.8. Classificazione di Deere e Miller per la roccia intatta 

13.11.9. Correlazioni tra gli indici di classificazione

13.12. Riferimenti bibliografici

14. Il modello geologico di riferimento

14.1. Finalità della raccomandazione e delle definizioni

14.2. Norme e raccomandazioni esistenti

14.3. Processo di quantificazione dell’affidabilità

14.4. Raccolta e organizzazione dei dati

14.5. Analisi dei dati

14.6. Modello geologico di riferimento (MGR)

14.6.1. Fasi del modello geologico di riferimento

14.6.2. Piano di indagini

14.7. Quantificazione dell’affidabilità

14.7.1. Metodi esistenti in letteratura

14.7.2. Raccomandazioni generali

14.7.3. Elaborati finali

14.8. Imprevisto geologico

14.9. Ripartizione del rischio geologico in fase contrattuale

14.10. Nota e bibliografia

14.10.1. Nota

14.11. Riferimenti bibliografici

15. La relazione geologica

15.1. Considerazioni generali

15.1.1. Argomenti di una relazione geologica

15.2. Esempio di specifica tecnica generale per studi geologici, geomorfologici ed idrogeologici

15.2.1. Relazione geologica 

15.2.2. Planimetria di ubicazione delle indagini

15.2.3. Planimetria, profili e sezioni geologiche

15.2.4. Carta geomorfologica e relazione geomorfologica

15.2.5. Carta idrogeologica e relazione idrogeologica

16. Valutazione e revisione di una relazione geologica

16.1. L’importanza della revisione tecnica (technical auditing) di un progetto

16.2. Schede per la valutazione della caratterizzazione geologica e dell’indagine geognostica

16.3. Riferimenti bibliografici

Parte Terza
La relazione geotecnica

17. Informazioni necessarie per la relazione geotecnica

18. Caratterizzazione geotecnica e geomeccanica

18.1. Caratterizzazione geotecnica 

18.1.1. Natura dei terreni

18.1.2. Struttura dei terreni

18.2.3. Resistenza al taglio e deformabilità delle rocce

18.2.4. Caratteristiche di resistenza delle discontinuità

18.2.4.1. Giunti senza materiale di riempimento

18.2.4.2. Misura della scabrezza dei giunti

18.2.4.3. Giunti con materiale di riempimento

18.2.4.3.1. Fratture che hanno subito movimenti recenti

18.2.4.3.2. Fratture che non hanno subito spostamenti

18.2.5. Caratteristiche di resistenza dell’ammasso roccioso

18.2.5.1. Classificazione secondo l’indice RQD

18.2.5.2. Impiego delle classifiche tecniche

18.2.5.3. Caratteristiche di resistenza dell’ammasso roccioso

18.2.6. Caratteristiche di deformabilità dell’ammasso roccioso

18.2.7. Stato di sforzo in sito

18.3. Riferimenti bibliografici 

19. La relazione geotecnica

19.1. Considerazioni generali

19.2. Esempio di specifica per studi geotecnici, caratterizzazione geotecnica e predisposizione della relazione geotecnica

19.2.1. Caratterizzazione geotecnica dei terreni

19.2.1.1. Tipologie dei terreni e delle opere di interesse

19.2.1.2. Indicazioni di carattere generale 

19.2.1.3. Caratterizzazione geotecnica dei terreni a grana grossa 

19.2.1.3.1. Caratteristiche fisiche dei terreni

19.2.1.3.2. Stato iniziale dei materiali

19.2.1.3.3. Resistenza al taglio in condizioni drenate

19.2.1.3.4. Resistenza al taglio in condizioni non drenate

19.2.1.3.5. Caratteristiche di deformabilità

19.2.1.4. Caratterizzazione geotecnica per terreni a grana fine

19.2.1.4.1. Caratteristiche fisiche e iniziali dei terreni 

19.2.1.4.2. Stato iniziale dei materiali

19.2.1.4.3. Resistenza al taglio in condizioni drenate

19.2.1.4.4. Resistenza al taglio in condizioni non drenate

19.2.1.4.5. Caratteristiche di deformabilità

19.2.1.5. Ammassi rocciosi

19.2.2. Determinazione delle azioni sismiche di progetto

19.2.2.1. Azioni sismiche per la progettazione delle opere definitive

19.2.2.2. Progettazione delle opere provvisionali

19.2.3. Coefficienti di sicurezza e spostamenti ammissibili

19.2.3.1. Coefficienti di sicurezza 

19.2.3.2. Spostamenti ammissibili 

19.2.4. Specifiche per la redazione delle relazioni geotecniche generali

19.2.4.1. Sezioni costituenti le relazioni geotecniche generali

19.2.4.2. Contenuti delle sezioni delle relazioni geotecniche generali

19.3. Riferimenti bibliografici 

 
Indice e Abstract

 
 
 
 
 
 

 
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 DF0298
   
       Manuale avanzato di meccanica delle terre
Romolo Di Francesco 

Anno: 2014
Pagine: 736
ISBN 9788857902982

Indice e abstract

 
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Manuale avanzato di meccanica delle terre

Lo studio dell’interazione terreno-struttura (volume I) ha richiesto l’analisi preliminare della struttura fisico-matematica sia della Meccanica del Continuo (volume II) e sia della Meccanica delle Terre (volume III); a seguire, grazie agli elementi introdotti, il presente testo conclude il percorso formativo aprendo con una disamina accurata degli stress-paths (capitolo 2) che connettono i dati sperimentali ottenuti dalle prove di laboratorio (capitolo 3) ed in sito (capitolo 4) con le condizioni di criticità delle strutture geotecniche. In altre parole, viene costruito un filo conduttore che esprime in maniera sintetica l’interazione terreno-struttura e la unisce con la più appropriata prova sperimentale dalla quale derivare i parametri fisico-meccanici necessari per le simulazione geotecniche sia classiche che ad elementi finiti.

Un capitolo a parte (il quinto) è dedicato alle soluzioni teorico-pratiche della teoria della consolidazione sia verticale che radiale; quindi, dopo un’accurata revisione delle soluzioni storiche viene dapprima introdotta la consolidazione bi/tridimensionale e successivamente viene presentata una soluzione esatta che rivoluziona l’intero approccio fisico-matematico al problema.

Il testo chiude con lo studio sistematico del comportamento sperimentale di tutte le terre (capitolo 6), introducendo i primi elementi necessari per la costruzione dei legami costitutivi teorici.

Ogni capitolo è corredato di numerosi esercizi risolti e casi di studio che compendiano gli argomenti trattati.

Indice

  1. Presentazione dell’opera

    1.1. Introduzione all’opera

    1.2. Volume I: Introduzione al metodo degli elementi finiti

    1.3. Volume II: Introduzione alla Meccanica del Continuo

    1.4. Volume III: Introduzione alla Meccanica delle Terre, parte I 

    1.5. Volume IV: Manuale avanzato di meccanica delle terre, parte II

    1.6. Introduzione al comportamento meccanico delle terre

    1.6.1. Il ruolo delle diverse figure professionali 

    1.6.2. Problemi connessi con i legami costitutivi sperimentali

    1.6.3. Conclusioni

    1.7. Ringraziamenti 

    1.8. Tabella dei simboli

    1.9. Scala dei tempi geologici

  2. Il metodo degli stress-paths

    2.1. Introduzione

    2.1.1. Lo spazio degli sforzi principali

    2.1.2. Il piano invariante q-p’ 

    2.1.3. Lo stato di sforzo secondo i cerchi di Mohr (piano τ-σ’) 

    2.1.4. Il piano invariante t-s’

    2.1.5. Connessioni matematiche tra i piani τ-σ’ e t-s’ 

    2.1.6. Connessioni matematiche tra i piani τ-σ’ e q-p’

    2.1.7. I concetti di stress-point e stress-path 

    2.1.8. Approfondimento di un esempio di calcolo del volume II

    2.1.9. Approfondimento dell’esercizio 7.3. del volume II

    2.1.10. Ulteriori elementi sulla geometria degli stress-paths

    2.2. Stress-paths del campionamento delle terre

    2.2.1. Un esempio di calcolo

    2.2.2. Effetti della preparazione dei provini in laboratorio

    2.2.3. Un’ultima riflessione

    2.3. Stress-paths delle fondazioni 

    2.3.1. Analisi degli effetti dovuti alla consolidazione 

    2.3.2. Condizione di criticità delle fondazioni su terreni NC

    2.3.3. Condizione di criticità delle fondazioni su terreni OC

    2.3.4. Ulteriori effetti dovuti alla consolidazione

    2.3.5. Riflessioni finali

    2.4. Stress-paths dei fondo-scavi

    2.4.1. Analisi degli effetti dovuti alla consolidazione 

    2.4.3. Approfondimenti dell’argomento

    2.4.4. Ulteriori effetti dovuti alla consolidazione

    2.5. Stress-paths dei muri di sostegno

    2.5.1. Analisi degli effetti dovuti alla consolidazione 

    2.5.2. Condizioni di criticità dei fronti di scavo 

    2.5.3. Approfondimenti sulla meccanica dei fronti di scavo

    2.5.4. Scavi a steps e confronto con le fondazioni 

    2.5.5. Il concetto di spinta attiva delle terre

    2.5.6. Un’ultima riflessione

    2.6. Stress-paths delle paratie

    2.6.1. Analisi degli effetti dovuti alla consolidazione 

    2.6.2. Definizione matematica del concetto di spinta passiva 

    2.6.3. Definizione delle condizioni di criticità delle paratie

    2.7. Sintesi degli stress-paths ed ulteriori applicazioni 

    2.7.1. Un esempio applicativo: stress-path di un ambiente geologico

    2.7.2. Approfondimenti sullo stress-path di un ambiente geologico

    2.8. Approfondimenti sui coefficienti di spinta delle terre

    2.8.1. Applicazioni nella progettazione delle paratie

    2.8.2. Applicazioni nell’analisi degli effetti esercitati dai ghiacciai.

    2.8.3. Il ruolo della spinta passiva nell’evoluzione delle argille OC

    2.8.4. Effetti della spinta attiva e passiva sull’evoluzione dei versanti

    2.8.5. Influenza delle spinte sulla morfologia di versanti e frane

    2.8.6. Livelli deformativi, condizioni di vincolo e scelta dei parametri geotecnici 

    2.9. Esercizi

    2.9.1. Esercizio 2.1:
    applicazione di un carico differito nel tempo 

    2.9.2. Esercizio 2.2:
    stress-path di un muro di sostegno in presenza di risalita capillare

    2.9.3. Esercizio 2.3:
    stabilità a breve termine dei fronti di scavo

    2.9.4. Esercizio 2.4:
    pressioni attive e passive agenti in un semispazio dotato di coesione

    2.9.5. Esercizio 2.5:
    profondità delle fessure di trazione nella spinta attiva

    2.9.6. Esercizio 2.6:
    altezza critica di un fronte di scavo nel breve termine

    2.9.7. Esercizio 2.7:
    altezza critica di un fronte di scavo nel lungo termine

    2.9.8. Esercizio 2.8:
    deformabilità di un fronte di scavo in argilla

    2.9.9. Esercizio 2.9:
    deformabilità di un fronte di scavo in sabbia 

    2.9.10. Esercizio 2.10:
    calcolo della forza di tiro negli ancoraggi

    2.9.11. Esercizio 2.11:
    effetti indotti dall’applicazione di un precario 

  3. Il legame elastoplastico sperimentale: prove di laboratorio

    3.1. Introduzione alla sperimentazione di laboratorio

    3.1.1. Un’ultima riflessione

    3.2. Prova di compressione con espansione laterale libera (ELL)

    3.2.1. Equazioni generali della ELL

    3.2.2. Esempio di interpretazione di una prova ELL

    3.3. Le prove triassiali (TRX): aspetti generali

    3.4. Prove triassiali consolidate isotropicamente e drenate (TRX-CID)

    3.4.1. Determinazione dell’avvenuta saturazione: il parametro B di Skempton 

    3.4.2. Determinazione della velocità di applicazione del carico di rottura 

    3.4.3. Equazioni generali che governano le prove TRX-CID 

    3.4.4. Esempio d’interpretazione di una prova TRX-CID

    3.4.5. Introduzione di un nuovo parametro: il volume specifico

    3.4.6. Derivazione dei parametri elastoplastici nel piano t-s’ 

    3.4.7. Derivazione dei parametri elastoplastici nel piano q-p’

    3.4.8. Limiti delle prove TRX-CID264

    3.4.9. Effetti indotti dalla velocità di deformazione e sintesi delle prove TRX-CID

    3.5. Prove triassiali consolidate isotropicamente e non drenate (TRX-CIU) 

    3.5.1. Limiti nel valore assunto dai parametri elastici

    3.5.2. Correlazioni tra i parametri elastici desunti dalle proe TRX-CIU e TRX-CID

    3.5.3. Equazioni generali che governano le prove TRX-CIU 

    3.5.4. Studio teorico-sperimentale delle sovrappressioni interstiziali: il parametro A di Skempton

    3.5.5. Studio teorico-sperimentale delle sovrappressioni interstiziali: l’equazione generale in campo elastico

    3.5.6. Relazione tra resistenza non drenata e resistenza drenata

    3.5.7. Esempio d’interpretazione di una prova TRX-CIU

    3.5.8. Riflessioni finali

    3.6. Prove triassiali non consolidate e non drenate (TRX-UU) 

    3.6.1. Approfondimenti sul campionamento delle terre

    3.6.2. Comportamento delle terre nelle prove TRX-UU 

    3.6.3. Riflessioni sul concetto di coesione non drenata

    3.6.4. Primo esempio di interpretazione di una prova TRX-UU

    3.6.5. Secondo esempio di interpretazione di una prova TRX-UU 

    3.6.6. Riflessioni finali

    3.7. Relazioni tra le prove TRX-CID/CIU/UU su terreni saturi

    3.8. Prove di permeabilità in cella triassiale

    3.9. Applicazione dei bender elements alle celle triassiali

    3.10. La prova di taglio diretto (TD)

    3.10.1. La fase di consolidazione iniziale

    3.10.2. Equazioni generali del taglio diretto

    3.10.3. La fase di rottura

    3.10.4. Limiti delle prove di taglio diretto

    3.10.5. Interpretazione delle prove di taglio diretto 

    3.10.6. Primo esempio di interpretazione di una prova TD

    3.10.7. Secondo esempio di interpretazione di una prova TD

    3.11. La prova di taglio residuo (TR)

    3.11.1. Il concetto di stato critico

    3.11.2. Valori tipici della resistenza al taglio residua delle argille

    3.11.3. Comportamento delle sabbie in condizioni residue

    3.11.4. Applicazione della resistenza residua allo studio delle frane

    3.12. La prova di taglio torsionale (TT) 

    3.12.1. Modalità sperimentali delle prove TT 

    3.12.2. Interpretazione delle prove TT

    3.12.3. Un esempio interpretativo di prova TT

    3.13. Esercizi

    3.13.1. Esercizio 3.1:
    sovrappressioni interstiziali e stress-paths indotti da un carico

    3.13.2. Esercizio 3.2:
    calcolo delle sovrappressioni interstiziali indotte da un carico

    3.13.3. Esercizio 3.3:
    calcolo delle sovrappressioni interstiziali indotte da uno scarico

    3.13.4. Esercizio 3.4:
    definizione dello stato di compattazione dei rilevati

  4. Il legale elastoplastico sperimentale: prove in sito

    4.1. Introduzione

    4.4.1. La cella di calibrazione 

    4.2. La prova penetrometrica statica (CPT)

    4.2.1. Struttura della punta conica

    4.2.2. Modalità esecutive

    4.2.3. I penetrometrici statici meccanici

    4.2.4. I penetrometrici statici elettrici 

    4.2.5. Il piezocono (CPTU)

    4.2.6. Ricostruzione della stratigrafia 

    4.2.7. Parametri di resistenza delle sabbie

    4.2.8. Parametri di resistenza delle argille

    4.2.9. Parametri di deformabilità

    4.2.10. Permeabilità e consolidazione: le prove di dissipazione

    4.3. La prova penetrometrica dinamica

    4.3.1. Modalità esecutive delle prove SPT 

    4.3.2. Modalità esecutive delle prove DP

    4.3.3. Caratteristiche di resistenza delle sabbie

    4.3.4. Caratteristiche di resistenza delle argille

    4.3.5. Parametri di deformabilità

    4.4. Il dilatometro di Marchetti 

    4.5. La prova di carico su piastra 

    4.6. Esercizi

    4.6.1. Esercizio 4.1:
    stima dello spessore eroso nei terreni OC

    4.6.2. Esercizio 4.2:
    capacità portante dei pali da prove CPT 

    4.6.3. Esercizio 4.3:
    capacità portante delle fondazioni superficiali su argilla

    4.6.4. Esercizio 4.4:
    capacità portante di un fronte di scavo

  5. Soluzioni teorico-sperimentali della teoria della consolidazione

    5.1. Introduzione

    5.1.1. Schema costruttivo e funzionale delle celle edometriche 

    5.1.2. Equazioni generali che governano le prove edometriche 

    5.1.3. Analisi delle isocrone delle sovrappressioni interstiziali

    5.1.4. Analisi del grado di consolidazione

    5.2. Soluzione storica della teoria della consolidazione

    5.2.1. Soluzione generale della consolidazione 1D

    5.2.2. Applicazione della soluzione 1D ed ue costante

    5.2.3. Un esempio di calcolo: applicazione alle celle edometriche 

    5.2.4. Uso del grafico Tv-U-Z con esempio di calcolo

    5.2.5. Applicazione della soluzione 1D ad ue linearmente variabile

    5.2.6. Un esempio di calcolo per ue variabile linearmente 

    5.2.7. Effetti dovuti al carico variabile nel tempo

    5.2.8. Un esempio di calcolo per carico variabile nel tempo

    5.2.9. Soluzione della consolidazione 2D

    5.2.10. Soluzione della consolidazione 3D

    5.3. Una nuova soluzione della teoria della consolidazione

    5.3.1. Derivazione per la condizione monodimensionale

    5.3.2. Estensione alle consolidazione bi-tridimensionale

    5.3.3. Connessione con i dati sperimentali 

    5.3.4. Applicazione alle celle edometriche 

    5.3.5. Applicazioni pratiche della soluzione 1D 

    5.3.6. Applicazioni pratiche delle soluzioni 2D-3D

    5.4. Le prove edometriche (EDO)

    5.4.1. Interpretazione dei dati sperimentali

    5.4.2. Determinazione della pressione di precompressione

    5.4.3. Determinazione dei parametri di compressibilità

    5.4.4. Effetti del disturbo nei campioni 

    5.4.5. Calcolo dei cedimenti di consolidazione

    5.4.6. Cedimenti dovuti alla consolidazione secondaria 

    5.4.7. Un esempio di calcolo: cedimenti indotti dalla depressione della falda

    5.5. Prova di permeabilità in cella edometrica 

    5.6. Prova di rigonfiamento di Hyder e Hamberg 

    5.7. Consolidazione radiale e dreni verticali 

    5.7.1. Equazione generale e caso di studio 

    5.7.2. Soluzione con deformazioni libere del terreno ed in assenza del disturbo

    5.7.3. Soluzione con uguali deformazioni del terreno ed in assenza del disturbo 

    5.7.4. Soluzione in presenza del disturbo

    5.7.5. Soluzione con carico variabile nel tempo 

    5.8. Combinazione della consolidazione verticale e radiale

    5.8.1. Applicazione ai pali di fondazione

    5.8.2. Un esempio di calcolo

    5.9. Implementazione in ambiente ad elementi finiti

    5.9.1. La teoria accoppiata di Biot

    5.9.2. L’effetto Mandel-Cryer 

    5.9.3. Formulazioni FEM

    5.10. Un caso di studio: l’aeroporto di Kansai

    5.11. Un caso di studio: costruzione di rilevati in due tempi

    5.12. Esercizi

    5.12.1. Esercizio 5.1:
    cedimenti di consolidazione indotti da un carico lineare

    5.12.2. Esercizio 5.2:
    relazione tra il modulo elastico e quello edometrico

    5.12.3. Esercizio 5.3:
    relazione K0 nelle prove edometriche

    5.12.4. Esercizio 5.4:
    stress-paths edometrici per un’argilla OC 

    5.12.5. Esercizio 5.5:
    variazione delle Δu con la consolidazione 

    5.12.6. Esercizio 5.6:
    variazione della resistenza al taglio con la consolidazione

    5.12.7. Esercizio 5.7:
    previsione dell’andamento delle isocrone con la nuova soluzione

  6. Sintesi del comportamento meccanico delle terre

    6.1. Introduzione

    6.1.1. Confronto tra prove triassiali e prove edometriche

    6.1.2. Fattori comuni

    6.1.3. Effetti dovuti all’anisotropia 

    6.2. Comportamento meccanico delle sabbie

    6.2.1. Analisi delle sabbie sciolte nelle celle triassiali

    6.2.2. Analisi delle sabbie dense nelle celle triassiali

    6.2.3. Fattori comuni delle sabbie nelle celle triassiali

    6.2.4. Sintesi del comportamento meccanico delle sabbie 

    6.2.5. Deformabilità delle sabbie nelle celle edometriche

    6.3. Comportamento meccanico delle argille

    6.3.1. Comportamento delle argille NC nelle prove TRX-CID

    6.3.2. Comportamento delle argille NC nelle prove TRX-CIU

    6.3.3. Comportamento delle argille NC nelle prove EDO 

    6.3.4. Comportamento generale delle argille NC

    6.3.5. Comportamento delle argille OC integre nelle prove TRX-CID 

    6.3.6. Comportamento delle argille OC integre nelle prove TRX-CIU 

    6.3.7. Comportamento generale delle argille OC integre

    6.3.8. Comportamento della argille fessurate nelle prove TRX-CID

    6.3.9. Comportamento delle argille fessurate nelle prove TRX-CIU

    6.3.10. Comportamento generale delle argille fessurate

    6.3.11. Comportamento delle argille fittamente fessurate 

    6.4. Esercizi

    6.4.1. Esercizio 6.1:
    studio dello stato critico nelle argille NC

    6.4.2. Esercizio 6.2:
    determinazione della superficie di Roscoe

    6.4.3. Esercizio 6.3:
    simulazione di uno stress-path

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