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 DF0327
   
       Micropali
Eugenio Ceroni, Federico Bernardini 

Anno: 2014
Pagine: 296
Formato 17x24
ISBN 9788857903279

Indice e abstract

 
Euro 35,00
 
- 15%
Euro 29,75
 

 
 
Disponibilità: Sconto 15% + spese gratis
 

Micropali

Pali di fondazione

Il testo raccoglie le esperienze più significative degli autori, che hanno voluto esporre in maniera essenziale alcuni esempi di calcolo di strutture difficilmente reperibili, e mettere a disposizione dei professionisti del settore una serie di casi risolti. Per ognuno degli argomenti affrontati, una necessaria trattazione teorica anticipa gli esempi di calcolo.

Organizzato in quattro parti, la prima e la seconda – rispettivamente dedicate a Micropali e Pali di Fondazione – analizzano ciascuna tipologia dedicando ampio approfondimento ad ognuna di esse, chiarendone l’uso alla luce della tecnica delle fondazioni, fino alla indicazione dei dispositivi di prova; la terza è specificatamente dedicata al comportamento sismico.

La parte finale riguarda la pratica tecnico-legale, e fornisce informazioni utili sia per i direttori dei lavori e i collaudatori che debbano affrontare eventuali indagini della magistratura, che per i consulenti tecnici dei tribunali affinché possano valutare gli elementi di indagine con una maggiore consapevolezza delle specificità dell’oggetto dell’indagine stessa..

Indice

Premessa

  1. I micropali

    1.1. Panoramica del campo di applicazione dei micropali e loro descrizione 

    1.1.1. Tipi di micropali

    1.1.2. Costruzione dei pali radice 

    1.1.3. Costruzione del micropalo Tubfix (IRS) 

    1.1.4. Problemi connessi alla costruzione dei micropali 

    1.1.4.1. Problemi di perforazione 

    1.1.4.2. Problemi connessi al getto e alla formazione della guaina

    1.1.4.3. Problemi connessi con il getto in pressione e l’iniezione

    1.1.4.4. Problemi connessi alla verticalità 

    1.1.4.5. Problemi connessi alla corrosione 

    1.1.4.6. Controlli di qualità 

    1.1.4.7. Organizzazione del cantiere, rendimenti e costi 

    1.1.4.7.1. Rendimenti 

    1.1.4.7.2. Costi 

    1.2. Verifica dell’instabilità del palo immerso nel terreno o verifica a carico di punta 

    1.3. Calcolo a compressione 

    1.3.1. Premessa 

    1.3.2. Stato tensionale del calcestruzzo e del tubo 

    1.4. Carico limite di un micropalo interferente col terreno 

    1.4.1. Metodo storico

    1.4.2. Metodo di Bustamante e Doix 

    1.4.2.1. Terreni coesivi 

    1.4.2.2. Terreni non coesivi 

    1.4.3. Ulteriori metodi di calcolo 

    1.5. Analisi dell’ancoraggio alle strutture superiori  

    1.6. Considerazioni generali finali 

    1.7. Fondazioni su pali secondo le NTC 2008  

    1.7.1. Calcolo della resistenza mediante prove su pali pilota 

    1.7.1.1. Prove di carico su pali pilota

    1.7.1.2. Resistenza caratteristica da prove su pali pilota 

    1.7.2. Calcolo della resistenza mediante metodi di calcolo analitici  

    1.7.2.1. Resistenza caratteristica da calcoli analitici  

    1.7.3. Calcolo della resistenza mediante prove dinamiche ad alto livello di deformazione  53

    1.7.3.1. Resistenza caratteristica da prove dinamiche

    1.7.4. Valori di progetto della resistenza di un palo soggetto a sforzo assiale 

    1.7.5. Valori di progetto della resistenza di un palo soggetto ad azioni trasversali 

    1.7.6. Combinazione dei coefficienti parziali

    1.7.6.1. Verifiche da effettuare 

    1.7.6.2. Prescrizioni normative 

    1.7.6.3. Verifica in condizioni sismiche 

    1.7.7. Dettagli costruttivi 

  2. Pali di fondazione di grande diametro

    2.1. Premessa

    2.2. Pali infissi prefabbricati in c.a. e c.a.p.: aspetti tecnologici 

    2.2.1. Considerazioni generali 

    2.2.2. Pali in cemento armato vibrato 

    2.2.2.1. Tecnologia del calcestruzzo 

    2.2.2.2. Forme e vibrazione 

    2.2.2.3. Dimensioni e armature

    2.2.3. Pali in cemento armato centrifugato (piloti)

    2.2.3.1. Centrifugazione 

    2.2.3.2. Forme e dimensioni usuali

    2.2.3.3. Armatura 

    2.2.3.4. Puntazze 

    2.2.3.5. Tecnologia della centrifugazione 

    2.2.3.6. Stagionatura 

    2.2.4. Pali in cemento armato precompresso 

    2.2.4.1. Precompressione a fili aderenti e a cavi scorrevoli

    2.2.4.2. Costruzione di pali precompressi vibrati 

    2.2.4.3. Pali precompressi centrifugati 

    2.2.5. Pali giuntati in opera 

    2.2.6. Infissione 

    2.2.6.1. Tipi di battipalo 

    2.2.6.2. Iniezioni d’acqua 

    2.2.6.3. Cuffie 

    2.2.6.4. Mazze e infissione

    2.2.6.5. Difficoltà di infissione 

    2.2.6.6. Difetti dell’infissione 

    2.2.7. Sollecitazione nei pali 

    2.2.8. Rotture e difetti di infissione 

    2.3. Pali trivellati

    2.3.1. Dimensioni correnti, diametro effettivo, diametro nominale, portate tipiche

    2.3.2. Scelta del tipo di tecnologia di perforazione in funzione della natura del terreno

    2.3.3. Tecnologie di perforazione 

    2.3.3.1. Perforazione tubata 

    2.3.3.1.1. Infissione del tubo forma mediante battitura

    2.3.3.1.2. Infissione del tubo forma con morsa oscillante e scavo del terreno con benna a valve bifune o monofune

    2.3.3.1.3. Infissione del tubo forma con vibroinfissore e scavo del terreno sia con benna a valve o con trivella a elica o secchione scavante 

    2.3.3.2. Perforazione non rivestita ma protetta 

    2.3.3.2.1. Principio del sostentamento delle pareti di scavo con l’impiego di fanghi bentonitici 

    2.3.3.2.2. Composizione e caratteristiche dei fanghi 

    2.3.3.2.3. Tecnologia per la formazione e controlli dei fanghi

    2.3.3.2.4. Scavo a circolazione rovescia 

    2.3.3.2.5. Scavo in ambiente di fanghi bentonitici 

    2.3.3.3. Perforazione non rivestita

    2.3.3.3.1. Impiego del sistema a rotazione con trivella a elica

    2.3.3.3.2. Impiego di benne mordenti a fune

    2.3.3.4. Perforazioni miste 

    2.3.3.5. Modalità di getto e importanza dell’operazione 

    2.3.3.6. Cenni sulle particolarità esecutive dei pali di grande diametro da galleggianti o piattaforme a fiume e a mare

    2.3.3.7. Alcune note sul lamierino

    2.3.3.8. Inconvenienti e controindicazioni 

    2.4. Pali trivellati a elica continua (CFA) 

    2.4.1. Fasi di esecuzione

    2.4.2. Prescrizioni esecutive 

    2.4.3. Vantaggi dei pali CFA 

    2.5. Pali infissi gettati in opera

    2.5.1. Dimensioni normali nominali ed effettive»

    2.5.2. Portate tipiche

    2.5.3. Infissione del tubo 

    2.5.4. Formazione della base 

    2.5.5. Getto del fusto

    2.5.6. Calcestruzzo 

    2.5.7. Gabbie di armatura 

    2.5.8. Lunghezza dei pali 

    2.5.9. Inconvenienti e controindicazioni 

    2.5.10. Controlli durante l’esecuzione del palo 

    2.5.10.1. Controllo del terreno 

    2.5.10.2. Controllo della portata del palo 

    2.5.10.3. Controllo della base 

    2.5.10.4. Controllo del fusto 

    2.5.10.5. Controllo del diametro 

    2.5.10.6. Controllo dell’armatura 

    2.6. Approccio teorico e approccio empirico ai problemi di tecnica delle fondazioni 

    2.6.1. Effetti delle principali tecnologie esecutive su alcuni terreni tipici nei riguardi della capacità portante

    2.6.1.1. Generalità 

    2.6.1.2. Modifiche dello stato di tensione naturale

    2.6.1.3. Modifiche degli altri parametri del terreno 

    2.6.2. Pali metallici infissi 

    2.6.3. Parametri che influenzano la scelta e criteri per la scelta 

    2.7. Calcolo limite di pali di medio e grande diametro 

    2.7.1. Formule statiche 

    2.7.1.1. Portanza laterale 

    2.7.1.2. Portanza di punta o di base 

    2.7.2. Formule riassuntive 

    2.7.3. Note complementari 

    2.7.3.1. Determinazione delle portate dei pali singoli in terreni coesivi 

    2.7.3.1.1. Palo singolo in terreno coesivo 

    2.7.3.1.2. Valutazione della portata di base (risultati recenti) 

    2.7.3.1.3. Valutazione della portata per connessione laterale 

    2.7.3.1.4. Approccio in termini di tensioni totali 

    2.7.3.1.5. Approccio in termini di tensioni efficaci 

    2.7.3.1.6. Altri metodi 

    2.7.3.2. Palo singolo in terreno non coesivo 

    2.7.3.2.1. Valutazione della portata di base 

    2.7.3.2.2. Valutazione di qub 

    2.7.3.2.3. Valutazione di qb,crit 

    2.7.3.2.4. Valutazione della portata per connessione laterale 

    2.7.3.3. Pali infissi 

    2.7.3.4. Pali trivellati 

    2.8. Calcolo della distribuzione del carico trasmesso dalla platea ai pali di fondazione 

    2.8.1. Osservazioni circa la (2.31) 

    2.8.2. Ripartizione della flessione fra i pali 

    2.8.2.1. Rigidezza alla rotazione della fondazione 

    2.8.2.2. Rigidezza alla rotazione dei pali 

    2.8.2.3. Coefficiente di ripartizione 

    2.8.3. Capacità portante dei pali in gruppo 

    2.8.3.1. Considerazioni 

    2.8.4. Sforzi orizzontali e pali inclinati ..

    2.9. Calcolo dei cedimenti di palificate 

    2.9.1. Rotazione della platea 

    2.9.2. Analisi del cedimento del palo 

    2.9.3. Valutazione dei cedimenti. Influenza della non linearità di comportamento 

    2.9.4. Conclusioni

    2.10. Procedura di calcolo del cedimento

    2.10.1. Deformazioni del terreno 

    2.10.2. Deformazioni del palo 

    2.10.2.1. Palo reagente solo sulla base

    2.10.2.2. Palo reagente per attrito laterale con resistenza di attrito fs costante lungo il fusto 

    2.10.2.3. Palo reagente per attrito laterale con resistenza di attrito fs = k · z variabile linearmente lungo il fusto 

    2.10.2.4. Palo reagente per metà sulla base e per metà per attrito laterale con resistenza di attrito fs costante 

    2.10.3. Considerazioni finali 

    2.11. Schemi semplificati per calcolo dei pali soggetti a forze orizzontali e momenti flettenti in testa immersi in terreno elastico 

    2.11.1. Premessa 

    2.11.2. Soluzione teorica per coefficiente di sottofondo costante (considerando il palo di lunghezza indefinita) 

    2.11.3. Palo libero soggetto a forza orizzontale H in testa 

    2.11.4. Palo libero soggetto a momento flettente M in testa 

    2.11.5. Palo con testa incastrata soggetto a forza orizzontale H in testa 

    2.11.6. Palo con testa incastrata a un’altezza h dal piano di campagna e soggetto a forza orizzontale H 

    2.11.7. Palo a testa libera soggetto a forza orizzontale H a un’altezza h dal terreno 

    2.11.8. Palo a testa libera soggetto a forza orizzontale H e un momento M a distanza h dal piano di campagna

    2.11.9. Plinto

    2.11.10. Plinto collegante n pali verticali, soggetto a spinta orizzontale T, immerso in terreno reagente 

    2.12. Pali armati di sezione circolare sottoposti a flessione composta 

    2.12.1. Considerazioni di carattere tecnico e teorico 

    2.12.2. Ausilio delle tabelle e loro uso 

    2.13. Teoria di Broms (1964) per azioni trasversali 

    2.13.1. Pali impediti di ruotare in testa 

    2.13.1.1. Condizioni non drenate, palo impedito di ruotare in testa

    2.13.1.2. Condizioni drenate, palo impedito di ruotare in testa 

    2.13.2. Pali liberi di ruotare in testa .

    2.13.2.1. Condizioni non drenate, palo libero di ruotare in testa 

    2.13.2.2. Condizioni drenate, palo libero di ruotare in testa 

    2.14. Dispositivi di prova 

    2.14.1. Dispositivi per l’applicazione e la misura del carico 

    2.14.2. Carico massimo di prova 

    2.14.3. Incrementi di carico 

    2.14.4. Notizie e bibliografie utili 

    2.14.5. Sondaggi 

    2.15. Uso dei pali per la riduzione dei cedimenti 

    2.15.1. Sommario 

    2.15.1.1. Introduzione 

    2.15.1.2. Metodi per la previsione dei cedimenti delle fondazioni su pali 

    2.15.1.2.1. Generalità 

    2.15.1.2.2. Metodi empirici 

    2.15.1.2.3. Metodi delle equivalenze 

    2.15.1.2.4. Metodi razionali 

    2.16. Formule riassuntive 

    2.16.1. Portata limite di base 

    2.16.1.1. Terreni non coesivi 

    2.16.1.1.1. Pali infissi 

    2.16.1.1.1.1. Dimensionamento in base a modelli teorici (metodo Vesic) 

    2.16.1.1.1.2. Dimensionamento in base a prove penetrometriche (metodo prove SPT)

    2.16.1.1.2. Pali trivellati (metodo Jamiolkowski e Lancellotta)

    2.16.1.2. Terreni coesivi 

    2.16.1.3. Roccia 

    2.17. Portata limite per attrito laterale 

    2.17.1. Terreni non coesivi 

    2.17.1.1. Pali infissi 

    2.17.1.1.1. Dimensionamento in base a modelli teorici (metodo generale) 

    2.17.1.1.2. Dimensionamento in base a prove penetrometriche (metodo Meyerhof) 

    2.17.1.2. Pali trivellati 

    2.17.1.2.1. Dimensionamento in base a modelli teorici 

    2.17.1.2.2. Dimensionamento in base a prove penetrometriche (metodo Meyerhof) 

    2.17.1.3. Terreni coesivi 

    2.17.1.3.1. Pali infissi 

    2.17.1.3.1.1. Metodo α (in termini di tensioni totali)

    2.17.1.3.1.2. Metodo β (in termini di tensioni efficaci) 

    2.17.1.3.2. Pali trivellati  

    2.17.1.3.2.1. Metodo α (in termini di tensioni totali) 

    2.17.1.3.2.2. Metodo β (in termini di tensioni efficaci) 

    2.18. Roccia 

  3. Comportamento sismico dei pali

    3.1. Premessa 

    3.2. Comportamento sismico 

    3.3. Interazione sismica palo-terreno 

    3.4. Interazione inerziale 

    3.4.1. Palo singolo 

    3.4.2. Gruppo di pali..

    3.4.3. Effetti non lineari

    3.4.4. Pali inclinati

    3.5. Interazione cinematica

    3.6. Influenza dell’interazione sismica palo-terreno-struttura 

    3.7. Conclusioni 

  4. La pratica tecnico-legale

    4.1. Introduzione 

    4.2. Tipologia della denuncia 

    4.3. Periodo dell’indagine 

    4.4. Prove sui pali 

    4.5. Prove su pali di fondazione mediante impiego di tecniche non distruttive

    4.5.1. Generalità 

    4.5.2. Modalità di esecuzione

    4.5.3. Risultati delle prove in cantiere 

    4.6. Conclusioni 

Bibliografia

 
Indice e Abstract

 
 
 
 
 
 

 
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 DF0348
   
       Analisi e verifica dei pendii
Pietro Cirone 

Anno: 2014
Pagine: 272
Formato 17x24
ISBN 9788857903484
Indice e abstract

 
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Analisi e verifica dei pendii

Frane ed intense erosioni

Il testo tratta dei movimenti franosi (scoscendimenti, cedimenti, scivolamenti, crolli) e dei fenomeni di intensa erosione (falde di detrito, scoscendimenti superficiali, lame, calanchi, erosioni da acque incanalate)

Scandaglia i fondamentali aspetti geomorfologici e geomeccanici, le influenze idrauliche di tipo pluviometrico e idrografico (curva di possibilità climatica, deflusso meteorico superficiale, soglia pluviale di innesco della frana, morfometria), oltre che il disturbo indotto dal sisma.

Il tutto concepito ed esemplificato, anche a livello numerico, al fine di analizzare e valutare (eventualmente anche in back analysis) le condizioni di sicurezza di pendii e versanti collinari.

Indice

Premessa

  1. Geomorfologia dei pendii in erosione normale

    1.1. Generalità

    1.1.1. Erosione normale lineare ed areolare

    1.1.2. Alterazione in sito (weathering)

    1.1.3. Moto dei detriti lungo i versanti

    1.2. Litologia dei versanti

    1.2.1. Generalità

    1.2.2. Minerali essenziali

    1.2.2.1. Silicati

    1.2.2.2. Carbonati

    1.2.2.3. Fosfati

    1.2.2.4. Ossidi

    1.2.2.5. Solfuri

    1.2.2.6. Alogenuri

    1.2.2.7. Solfati

    1.2.3. Forma litologica e petrografica

    1.2.3.1. Rocce ignee

    1.2.3.2. Rocce sedimentarie

    1.2.3.3. Rocce metamorfiche

    1.3. Influenze tettoniche e stratigrafiche

    1.3.1. Generalità

    1.3.2. Strati e facies

    1.3.3. Tettonica e sedimentazione

    1.3.4. Fenomeni e stili tettonici su rilievi e versanti

    1.4. Esodinamica dei rilievi. Successione dei cicli di erosione 

    1.4.1. Generalità

    1.4.2. Agenti esogeni. Formazione del suolo

    1.4.3. Successione dei cicli di erosione

    1.4.3.1. Pendii policiclici. Profili di equilibrio

    1.4.3.2. Successioni di escavazioni e rinterri di una valle. Terrazzi alluvionali

    1.5. Inquadramento cronologico

    1.6. Rilievi e versanti italiani

  2. Dissesti del suolo. Movimenti franosi

    2.1. Generalità

    2.2. Fenomeni di intensa erosione

    2.2.1. Falde e coni di detrito roccioso

    2.2.2. Scoscendimenti erosivi di superficie

    2.2.3. Lame eterogenee

    2.2.4. Calanchi argillosi

    2.2.5. Erosione da acque incanalate

    2.3. Fenomeni franosi

    2.3.1. Scoscendimenti

    2.3.2. Scivolamenti

    2.3.3. Crolli lapidei

    2.3.4. Cedimenti

    2.4. Ambienti geomorfologici dei fenomeni erosivi e franosi

    2.4.1. Generalità

    2.4.2. Alpi

    2.4.3. Appennino

    2.4.3.1. Appennino settentrionale e centrale

    2.4.3.2. Appennino meridionale

    2.4.4. Regione geologica italiana nel suo complesso

  3. Influenze pluviometriche e idrografiche su bacini e versanti

    3.1. Generalità

    3.2. Bacini imbriferi e versanti

    3.2.1. Legge di possibilità climatica

    3.2.2. Esemplificazione di un caso reale

    3.2.3. Afflussi e deflussi meteorici. Conseguenze sulla stabilità dei pendii

    3.3. Idrografia dei versanti. Erosione. Dilavamento e acque correnti

    3.3.1. Erosione del suolo. Valutazione

    3.3.2. Esemplificazioni numeriche. Approfondimenti

    3.3.3. Azioni di rivi, ruscelli e acque correnti. Morfometria dei bacini 

    3.3.4. Esemplificazione di un’analisi morfometrica. Approfondimenti

    3.3.5. Soglia pluviale di innesco del fenomeno franoso su un pendio

    3.3.6. Esemplificazione numerica. Approfondimenti

    3.3.7. Valutazione del rischio di innesco della frana

  4. Meccanica degli scoscendimenti, scivolamenti e crolli

    4.1. Generalità

    4.2. Meccanica degli scoscendimenti

    4.2.1. Generalità

    4.2.2. Scoscendimenti in scarpate verticali di terreno omogeneo

    4.2.3. Scoscendimenti in scarpate di terreno omogeneo inclinate e delimitate da piani orizzontali

    4.2.4. Scoscendimenti in scarpate di terreno omogeneo a geometria varia

    4.2.5. Scoscendimenti in scarpate di terreno non omogeneo 

    4.2.6. Scoscendimenti in pendii interessati da pressioni neutre

    4.3. Meccanica degli scivolamenti

    4.4. Meccanica dei crolli

    4.4.1. Resistenza dei materiali rocciosi coerenti

    4.4.2. Stati tensionali nelle falde rocciose pericolanti

    4.5. Influenze del sisma sulla stabilità dei pendii

  5. Studio delle aree in frana

    5.1. Generalità

    5.2. Morfologia e morfometria delle frane

    5.3. Permeabilità dei materiali in frana. Moti di filtrazione

    5.3.1. Porosità

    5.3.2. Filtrazione

    5.3.3. Permeabilità delle formazioni rocciose

    5.3.3.1. Conglomerati

    5.3.3.2. Areniti

    5.3.3.3. Formazioni calcaree

    5.3.3.4. Formazioni filladiche e scistose

    5.3.3.5. Formazioni rocciose cristalline

    5.3.3.6. Formazioni laviche, piroclastiche e limno-vulcaniche

    5.4. Rocce sciolte in frana. Caratteristiche geotecniche

    5.4.1. Generalità

    5.4.2. Compressibilità e preconsolidazione

    5.4.3. Resistenza a rottura

    5.4.3.1. Criterio di resistenza di Mohr-Caquot. Retta di Coulomb »

    5.4.3.2. Compressione triassiale

    5.4.3.3. Taglio diretto

    5.4.3.4. Tipologia delle prove di rottura

    5.4.3.5. Prove di rottura su sabbie e ghiaie

    5.4.3.6. Prove di rottura su argille normalmente consolidate

    5.4.3.7. Prove di rottura su argille sovraconsolidate

    5.4.4. Riferimenti normativi

    5.5. Stati tensionali di pendio indefinito

Bibliografia

 
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