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Geotecnica

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 DF0072
   
       Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali
Romolo Di Francesco 

Anno: 2011
Pagine: 272

Indice e abstract

 
Euro 42,00
 
- 15%
Euro 35,70
 

 
 
Disponibilità: Sconto 15% + spese gratis
 

Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

Con esempi pratici di calcolo e verifiche di tipo GEO agli SLU e SLE

Opera innovativa per analisi e calcolo fondazioni superficiali e profonde.

Con l’entrata in vigore delle nuove NTC 2008 si è assistito a un incremento dello sfruttamento delle prestazioni dei materiali e dei terreni a scapito di un maggiore onere computazionale. In effetti, gli elementi essenziali concorrenti nella moderna progettazione geotecnica evocano ora il ricorso a metodi semiprobabilistici agli stati limite, i quali prendono origine dalla definizione degli effetti delle azioni per giungere al confronto con le resistenze di progetto (SLU) e con gli spostamenti di esercizio delle strutture (SLE).

Tenendo presenti tali elementi il testo rappresenta innanzitutto il completamento del precedente Geotecnica, dedicato alla costruzione del modello geotecnico in funzione del modello geologico; inoltre costituisce un valido sostegno nelle verifiche di tipo GEO delle fondazioni superficiali e profonde in funzione delle combinazioni di carico possibili, delle tipologie di vincolo strutturale, della natura complessa del sottosuolo, dell’evoluzione del modello di suolo alla Winkler illustrando in maniera chiara e concisa, con numerosi esempi, tutti gli elementi che concorrono nella definizione dell’interazione terreno-fondazione.

I contenuti di questo volume hanno connotazione gerarchica di completamento del libro Geotecnica, precedente opera dell'Autore, in cui sono state trattate le nuove NTC e poi le verifiche agli slu e sle.

Si approfondiscono problematiche connesse con verifiche geotecniche di fondazioni superficiali e di pali trivellati e gettati in opera, considerando la loro interazione con il modello geologico che costituisce il punto di riferimento di qualunque progetto geotecnico.

Il libro è stato suddiviso in quattro capitoli:

- capitolo 1: approfondimento delle verifiche agli slu
- capitolo 2: tecniche di calcolo degli stati tensionali geostatici
- capitolo 3: comportamento delle fondazioni superficiali
- capitolo 4: comportamento delle fondazioni profonde

La trattazione comprende un paragrafo sulle limitazioni imposte dalle NTC al modello di suolo Winker completato dall’introduzione alle tecniche computazionali utilizzabili nella modellazione delle travi di fondazione su letto di molle.

Indice

Premessa

  1. Le nuove ntc

    1.1. Cenni introduttivi

    1.1.1. Valori caratteristici dei parametri geotecnici

    1.2. Metodologie di analisi agli slu

    1.2.1. Fondazioni superficiali

    1.2.2. Pali di fondazione

    1.2.3. Definizione dell’effetto delle azioni (Ed)

  2. Stato tensionale geostatico

    2.1. Cenni introduttivi

    2.1.1. Tensione verticale totale

    2.1.2. Tensione verticale efficace

    2.1.3. Il coefficiente di spinta a riposo delle terre

    2.1.4. Tensione orizzontale efficace e totale

    2.1.5. Un esempio di calcolo

    2.1.6. Limiti operativi

    2.2. Stato tensionale per risalita capillare

  3. Fondazioni superficiali

    3.1. Cenni introduttivi

    3.2. slu in condizioni non drenate

    3.2.1. Fondazioni a plinti

    3.2.2. Fondazioni nastriformi

    3.2.3. Fondazioni a platee.

    3.3. slu in condizioni drenate

    3.3.1. Fondazioni a plinti

    3.3.2. Fondazioni nastriformi

    3.3.3. Fondazioni a platee

    3.4. sle in campo elastico

    3.4.1. Fondazioni a plinti.

    3.4.2. Fondazioni nastriformi

    3.4.3. Fondazioni a platee

    3.5. sle in campo viscoelastico

    3.5.1. Fondazioni a plinti

    3.5.2. Fondazioni nastriformi

    3.5.3. Fondazioni a platee.

    3.6. sle di fondazioni su sabbia

    3.6.1. Fondazioni a plinti

    3.6.2. Fondazioni nastriformi

    3.6.3. Fondazioni a platee

    3.7. Esempio riepilogativo

    3.8. Problemi connessi con il modello di Winkler

    3.8.1. Introduzione alla modellazione delle molle

    3.8.2. Introduzione alla modellazione delle travi

    3.8.3. Introduzione alla modellazione dei vincoli elastici

    3.8.4. Introduzione alla modellazione del suolo alla Winkler

    3.8.5. Conclusione ed esercizi svolti

    3.9. Fondazioni di macchine vibranti

    3.9.1. Metodologia di calcolo

    3.9.2. Un esempio pratico

    3.9.3. Appendice: derivazione delle equazioni

  4. Pali di fondazione

    4.1. Cenni introduttivi

    4.2. Verifiche agli slu per carichi assiali

    4.2.1. Carichi verticali in condizioni non drenate

    4.2.2. Carichi verticali in condizioni drenate

    4.3. Verifiche agli slu per carichi trasversali

    4.3.1. Carichi orizzontali in pali portanti di punta in argilla

    4.3.2. Carichi orizzontali in pali portanti di punta in sabbia

    4.3.3. Carichi orizzontali in pali sospesi in argilla

    4.3.4. Carichi orizzontali in pali sospesi in sabbia

    4.4. Verifiche agli sle

    4.4.1. Pali sospesi

    4.4.2. Pali a punta incernierata

    4.4.3. Pali a punta incastrata

    4.4.4. Cedimenti coassiali del terreno indotti dai pali

    4.4.5. Gruppi di pali interagenti con piastre rigide

    4.5. Esempio riepilogativo

Bibliografia

Indice e abstract


 
 
 
 
 
 

 
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 DF0077
   
       Fenomeni franosi
Maurizio Tanzini 

Anno: 2011 - (II ed.)
Pagine: 352

Indice e abstract

 
Euro 48,00
 
- 15%
Euro 40,80
 

 
 
Disponibilità: Sconto 15% + spese gratis
 

Fenomeni franosi
e opere di stabilizzazione

La progettazione di adeguate opere per la salvaguardia di abitati e di manufatti assume un ruolo fondamentale per la conservazione del suolo e per evitare il più possibile le calamità naturali dovute ai fenomeni franosi.

Il volume descrive il complesso iter attraverso il quale è identificato ed analizzato un fenomeno franoso:

  • studi geologici

  • programmazione e interpretazione delle indagini geognostiche

  • caratterizzazione geotecnica-geomeccanica

  • verifiche di stabilità

  • definizione dell’intervento di stabilizzazione e consolidamento più appropriato, sia dal punto di vista tecnico-economico sia per quanto concerne la massima riduzione dell’impatto dell’intervento sull’ambiente circostante.

Lo studio di un fenomeno franoso, una delle problematiche geotecniche più complesse e difficili, coinvolge diverse competenze e aspetti tipicamente interdisciplinari.

Il successo di ogni intervento di stabilizzazione e consolidamento è in buona parte basato sulla collaborazione fra il geologo, l’ingegnere geotecnico, l’amministrazione pubblica e l’impresa esecutrice dei lavori.

Aspetti particolarmente critici dell’iter progettuale riguardano le indagini in sito e in laboratorio, svolte da imprese e laboratori d’elevato profilo professionale, sotto la stretta supervisione del geologo e dell’ingegnere geotecnico, e successivamente, sia in fase di studio sia per opere realizzate, di un opportuno monitoraggio, essenziale per ricostruire il meccanismo del dissesto e valutare nel tempo l’efficacia dell’intervento di stabilizzazione realizzato.

A questo riguardo, sono fornite indicazioni e linee guida per la corretta conduzione e interpretazione delle indagini geognostiche e per la pianificazione ed utilizzo dei sistemi di monitoraggio.

Questa seconda edizione è stata corredata di un nuovo capitolo che tratta sia dell’EC7 sia delle nuove NTC, fornendo degli esempi applicativi di analisi di stabilità dei pendii e dei fronti di scavo sia in assenza sia in presenza di interventi di stabilizzazione.

Come noto il territorio italiano è particolarmente interessato da fenomeni franosi e conseguentemente la progettazione di adeguate opere per la salvaguardia di abitati ed opere di ingegneria assume un ruolo fondamentale per la conservazione del suolo e per evitare, il più possibile, le calamità naturali dovute ai fenomeni franosi.

Nei successivi capitoli vengono descritte, riportando le più recenti acquisizione della letteratura specialistica, le diverse fasi progettuali partendo dagli studi geologici, dalle indagini geognostiche giungendo all’interpretazione dei risultati dell’indagine, alla caratterizzazione geotecnica ed, infine, alle verifiche di stabilità e alla definizione dell’intervento di stabilizzazione e consolidamento più appropriato sia tecnicamente sia per quanto concerne la massima riduzione dell’impatto dell’intervento sull’ambiente circostante.

Lo studio di una comunemente detta frana rappresenta, nell’ambito dell’ingegneria geotecnica, una delle problematiche più complesse e difficili e risulta assolutamente indispensabile, per l’esatta comprensione del fenomeno, la stretta collaborazione fra il geologo e l’ingegnere geotecnico, ciascuno per le sue proprie competenze professionali.

Inoltre aspetti particolarmente critici riguardano l’esecuzione dell’indagine in sito ed in laboratorio, che deve essere svolta da imprese e laboratori di elevato profilo professionale sotto la stretta supervisione del geologo ed ingegnere geotecnico, e l’installazione, sia in fase di studio che ad opere realizzate, di un opportuno monitoraggio, essenziale per ricostruire il meccanismo di dissesto e valutare l’efficacia nel tempo dell’intervento di stabilizzazione realizzato.

Troppo spesso, soprattutto in anni recenti e a seguito della crisi che ha investito il settore dell’ingegneria civile e delle costruzioni, anche importanti enti pubblici hanno acquisito la mentalità di appaltare indagini geognostiche e sistemi di monitoraggio preoccupandosi del solo aspetto economico penalizzando le ormai poche società e laboratori che a prezzi più alti e magari poco competitivi sono in grado di eseguire indagini e prove garantendo dei risultati attendibili e pertanto effettivamente utilizzabili per la successiva progettazione

A questo riguardo il capitolo 4 sull’indagine geotecnica fornisce alcuni esempi sintomatici di come un’indagine malamente condotta ed eseguita può portare a fuorvianti risultati e ad inattendibili previsioni progettuali. Nel presente capitolo vengono inoltre descritti, a scopo introduttivo, alcuni dei tipi più frequenti di dissesto e le più recenti acquisizioni per quanto concerne la frana del Vajont.

Indice

  1. Introduzione

    1.1. Generalità

    1.2. Alcuni dei tipi più frequenti di dissesto

    1.3. La frana del Vajont

    1.4. Riferimenti bibliografici

  2. Generalità e definizioni

    2.1. Criteri di classificazione

    2.2. Riferimenti bibliografici

  3. Valutazione del rischio di frane

    3.1. Definizioni e determinazione del rischio

    3.2. Riferimenti bibliografici

  4. L’indagine geotecnica

    4.1. Inquadramento geologico, geomorfologico ed idrogeologico dell’area

    4.2. Indagini geotecniche e prove in sito

    4.3. Strumentazione geotecnica di monitoraggio

    4.4. Riferimenti bibliografici

  5. Caratterizzazione geotecnica

    5.1. Natura dei terreni

    5.2. Struttura dei terreni

    5.3. Caratterizzazione fisica del terreno

    5.4. Analisi in sforzi efficaci o totali

    5.5. Stati tensionali e percorsi di sollecitazione

    5.6. Relazioni sforzi-deformazioni

    5.7. Influenza della velocità di applicazione del carico

    5.8. Principi di comportamento meccanico dei terreni

    5.9. Prove di laboratorio

    5.10. Prove in sito

    5.11. Riferimenti bibliografici

  6. Caratterizzazione geomeccanica

    6.1. Introduzione

    6.2. Resistenza al taglio dei giunti

    6.3. Prove di laboratorio per la determinazione della resistenza al taglio

    6.4. Resistenza al taglio di ammassi rocciosi fratturati

    6.5. Riferimenti bibliografici

  7. Analisi di stabilità dei pendii naturali in terreni

    7.1. Introduzione

    7.2. Analisi all’equilibrio limite globale.

    7.3. Soluzioni grafiche

    7.4. Calcoli manuali

    7.5. Analisi di stabilità con programmi di calcolo

    7.6. Analisi di pendii rinforzati

    7.7. Analisi tridimensionali di stabilità dei pendii

    7.8. Analisi deformazionali

    7.9. Analisi di stabilità in condizioni sismiche

    7.10. Riferimenti bibliografici

  8. Stabilità dei pendii naturali in argille sovraconsolidate

    8.1. Introduzione

    8.2. Definizioni e simboli

    8.3. Argille sovraconsolidate

    8.4. Alcuni esempi

    8.5. Riferimenti bibliografici

  9. Analisi di stabilità dei pendii rocciosi

    9.1. Introduzione

    9.2. Rottura lungo un’unica discontinuità

    9.3. Stabilità di un cuneo di roccia di forma tetraedrica

    9.4. Dissesti per ribaltamento

    9.5. Riferimenti bibliografici

  10. Stabilizzazione dei pendii in terreni

    10.1. Introduzione

    10.2. Interventi che permettono di ridurre le forze agenti sul pendio

    10.3. Interventi che permettono di aumentare le forze resistenti

    10.4. Interventi che permettono di migliorare le proprietà meccaniche

    10.5. Riferimenti bibliografici

  11. Stabilizzazione dei pendii in roccia

    11.1. Introduzione

    11.2. Interventi di stabilizzazione

    11.3. Interventi di protezione

    11.4. Riferimenti bibliografici

  12. Analisi di stabilità dei pendii e dei fronti di scavo alla luce dell’Eurocodice 7 e delle nuove norme tecniche per le costruzioni

    12.1. Eurocodice 7

    12.2. Le Nuove norme tecniche per le costruzioni

    12.3. Riferimenti bibliografici

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Approccio geotecnico sugli effetti della risposta sismica locale

 

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Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

 

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